L’Associazione Uniamoci Onlus vuol raccontare una breve vicenda riguardante due giovani diversamente abili.
Gianluca ha 29 anni è affetto da tetraparesi spastica dalla nascita e vive con suo fratello Alessio di
18 anni anche lui con tetraparesi. Ai due ragazzi bada una zia molto anziana, 92 anni, che soffre di
diversi malanni dovuti in gran parte all’età. Da ciò ne consegue che i due ragazzi sono costretti a
pagare degli assistenti personali per svolgere tutte le attività quotidiane.
Andiamo al caso di Gianluca:
Gianluca al compimento della maggiore età si è sottoposto alla visita prescritta dalla legge al fi ne
di ottenere il riconoscimento dell’invalidità (e della relativa pensione e accompagnamento). A tale
riconoscimento che doveva valere per tutta la vita di Gianluca è stata data una scadenza di 10 anni
trascorsi i quali sarebbe stato necessario effettuare una nuova visita.
Gianluca non poteva immaginare però che trascorsi 10 anni sarebbero cominciati nuovi problemi. Ecco i fatti:
Gianluca effettua la visita nel mese di Ottobre del 2009, tuttavia l’erogazione della sua pensione è
bloccata. L’INPS sostiene che la pratica in questione è stata passata alla Prefettura,
l’ente deputato ai controlli. La prefettura dal canto suo ha un ufficio adibito a tali pratiche che risulta chiuso da mesi.
Viene suggerito allora dall’Asl di recarsi presso i propri uffi ci del cc.dd. Ospizio Marino. All’interno
di tale struttura e dopo solo 4 ore di fi la i responsabili dicono di non trovare la pratica relativa alla
pensione di invalidità e pertanto invitano il giovane a recarsi direttamente all’INPS nella sua sede
centrale. L’ufficio preposto allo svolgimento delle pratiche di invalidità è aperto UN SOLO GIORNO
a settimana, il venerdì, e per SOLE DUE ORE E MEZZO, cioè dalle ore 9:00 alle ore 11:30.
Gianluca però non è una persona che si scoraggia facilmente, e non si scoraggia nemmeno se per
riuscire ad accedere all’uffi cio INPS, aperto un giorno a settimana per due ore e mezzo, ci sono ben
tre rampe si scale. In altre parole Gianluca è costretto a pagare tre assistenti personali per riuscire a
varcare la soglia di quest’uffi cio. Questi prendono lui e la carrozzina di peso e la portano al piano
dell’uffi cio…..ma colpo di scena..
l’ufficio è chiuso!! Un’assemblea dei dipendenti ha infatti paralizzato le attività. La pazienza però
ha un limite e dopo mesi di pellegrinaggi, di inutili code, e soprattutto di mancato percepimento
della propria pensione è giunto il momento di chiamare la forza pubblica. In seguito all’arrivo delle
volanti della Polizia di Stato, miracolosamente due impiegati giungono alla conclusione che la pratica
in questione non può essere rintracciata perché all’interno del personal computer di uno dei responsabili dell’uffi cio, in quel momento in assemblea! Mai perdersi d’animo però, queste due
anime pie scrivono i recapiti telefonici di questa persona e invitano Gianluca a richiamare la settimana
successiva. Dalla settimana successiva per 7 giorni sono cambiati i responsabili da contattare,
i numeri telefonici da digitare ma non il problema. Gianluca così decide di tornare
all’INPS e, dopo aver contattato e pagato i 3 assistenti necessari per poter raggiungere l’ufficio, vi si
reca nuovamente di persona. Ma i colpi di scena in questa storia sembrano infiniti perché l’ufficio,
APERTO UNA VOLTA A SETTIMANA PER DUE ORE E MEZZO, è nuovamente chiuso per assemblea.
E’ tornata la volante della Polizia, è stato nuovamente denunciato l’accaduto ma la pratica
di Gianluca ancora non salta fuori.
Andiamo al caso di Alessio:
Alessio prima del compimento della maggiore età riceveva un contributo di 300 euro. Al compimento
dei 18 anni ha svolto anche lui la visita e anche lui è senza pensione; infatti non solo non ha le 700
euro previste dal riconoscimento dell’invalidità ma sono stati revocati i 300 precedenti.
Quali sono le conclusioni di questa storia non lo sappiamo, l’attività di denuncia svolta da Uniamoci
Onlus in questi anni ci ha insegnato che spesso la malasanità e i diritti negati sono frutto di ignoranza,
maleducazione e menefreghismo. Ma quando queste sono legate all’apparato statale, quando
cioè investono un uffi cio deputato all’erogazione della pensione per un ragazzo come Gianluca,
allora la voglia di gridare diventa ancora più forte.
Le domande che l’associazione Uniamoci Onlus si pone e pone ai suoi lettori, sono le seguenti:
Dov’è lo Stato sociale e assistenzialista? Che ne è del welfare? Come è possibile che per il bacino
di utenza di soggetti diversamente abili residenti a Palermo vi sia un ufficio presso la Prefettura
rimasto chiuso per 6 mesi?
Come è possibile che l’Uffi cio per le pratiche pensionistiche di soggetti diversamente abili sia
APERTO UN SOLO GIORNO A SETTIMANA PER POCO PIU’ DI DUE ORE?
Come è possibile che vi siano TRE RAMPE DI SCALE PER ACCEDERVI?
Come possono mangiare, bere e vivere due persone che non ricevono un EURO DA PIU’ DI 8
MESI?
Gianluca e Alessio sono due ragazzi forti, sempre pronti a vedere il lato positivo delle cose ma non
è detto che tanti altri ragazzi nelle medesime condizioni possano avere lo stesso approccio alla vita.
Pertanto come è possibile che accadano queste cose? Perché si sbatte la porta in faccia alle categorie
più deboli? Perché si maltratta colui che dovrebbe essere tutelato?